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Arte Postale per la PACE
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“...la pace è un argomento scomodo per tutti; solo proponendo chiavi di lettura diverse, questa parola acquista maggiore consistenza nel suo vero significato...”
L’esposizione raccoglie i lavori del progetto, intrapreso nel 1985 ed inizialmente finalizzato ad una parentesi espositiva, su un grande tema come la pace. La ragione per cui questo “progetto” non può finire, è il continuo dibattito internazionale sul tema, vista la precarietà degli equilibri politici. Tutto ciò comporta inevitabilmente una presa di posizione, manifestare artisticamente è una delle possibili tappe da percorrere e, direi, un grosso impegno nel quale gli artisti di tutto il mondo devono sentirsi uniti.
La decisione di rendere il lavoro “permanente” è maturata in questo contesto e la possibilità di raccogliere altri “consensi artistici” valorizza l’attualità di questa esposizione.
Leonardo Corongiu
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La mostra è composta da lavori provenienti da artisti di tutto il mondo. Il progetto è stato avviato nel 1985 e si arricchisce periodicamente di nuovi contributi.
Attualmente i lavori costituiscono un “archivio internazionale sulla pace” e sono custoditi dal curatore ed organizzatore, l’artista Leonardo Corongiu.
E’ STATA ESPOSTA:
Parco delle Serre – Grugliasco (To)
Informagiovani – Torino
Dopolavoro PT – Torino
Ass.ne Cafinut – Torino
Spazio Arci - Rivolta d’Adda (Cr)
Principessa Isabella – Circoscrizione 5, Torino
Torre Comunale – S.Ambrogio di Torino (To)
ARTISTI
Albani, Italy - Allegri, Italy - Amedeo, Italia - Angioi, Italy - Baccelli, Italy - Baldo, Italia - Barberis, Italy - Baroni, Italy - Berardinelli, Italia - Bersezio, Italy - Bertola, Italia - Blanda, Italy - Bozzolo, Italy - Brazzani, Italy - Brundu, Italy - Bruscky, Brasile - Canetti, Italy - Caprioglio, Italia - Carena, Italy - Castoldi, Italy - Cavallo, Italia - Cavallo, Italy - Cavellini, Italy - Cavicchi, Italia - Centini, Italy - Chirone, Italy - Cohen, Australia - Corongiu, Italy - Corsini, Italy - Crozier, U K - Cuciniello, Italy - D.Kappis, Ddr - Da Riz, Italy - Daligand, Francia - De Vardo, Italy - Deisler, Bulgaria - Di Sacco,Italy - Diotallevi, Italy - Durandetto, Italia - Ertl, Austria - Ester, Italy - Fazio, Italia - Ferzini, Italy - Flis, Italia - Froghieri, Italy - Gabriele, Italia - Gastini, Italy - Ghiazza, Italy - Giacomucci, Italy - Giacone, Italia - Gini, Italy - Giuglar, Italia - Goglio, Italy - Griseri, Italy - Groh, Germania Fed. - H.Clerico, Germania - Hr Fricker, Austria - Janssen, Olanda - Kamperelic, Jugoslavia - Koenig, Ddr - Kowa, Giappone - Kume, Brasile - Kustermann, Germania Fed. - Lanata’, Italy - Lano, Italy - Luigetti, Italy - Lupano, Italy - Luzzi, Italy - Maggi, Italy - Mascherpa, Italy - Mastrogiovanni, Italia - Matta, Italy - Miraglia, Italy - Morandi, Italy - Morelle, Italy - Moritz & Jesch, Belgio - Mosso, Italy - Mutinelli, Italia - Nelva, Italia - Nelva, Italy - Nuzzolese, Italy - Omodeo, Italy - Onteniente, Italy - Orlandoni, Italy - Paci, Italia - Pacini, Italy - Palmisano, Italy - Panino, Italia - Paridada, Belgio - Pcd, Australia - Perodo, Italy - Piergiovanni, Italia - Pignotti, Italy - Pinna, Italy - Pirrone, Italy - Pistelli, Italy - Rizzo, Italy - Rosso, Italy - Rotta Loria, Italy - Ruta, Italia - Saini, Italy - Salvati, Italia - Santi, Italy - Sassu, Italia - Scapin, Italy - Scirpa, Italy - Serpaj-Nic, Guatemala - Sileoni, Italia - Solinas, Italia - Szubzda, Jugoslavia - Tisma, Jugoslavia - Torchio, Italy - Tregnaghi, Italy - Vec, Australia - Viarengo, Italia - Viero, Italia - Vigo, Argentina - Viretti, Italia - Vitacchio, Italia - Vitale, Italy - Viti, Italy - Vitrotto, Italy - Vlasis, Grecia - Zamboni, Italia - Zorzi, Italia
DATI TECNICI
N. 44 pannelli 50 x 70 cm
Spazio necessario min. 30 metri lineari
La mostra è facilmente posizionabile su struttura a griglia
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LA MAIL ART
Non solo l’arte è alla continua ricerca di nuovi modi di vedere l’esistente, ma per sua stessa natura è anche nomade e transeunte e tende ad invadere tutti gli spazi fisici e culturali umani per cercare di approdare a nuovi orizzonti, ad allargare incessantemente i confini del suo agire, a debordare fluente oltre i suoi contenitori prestabiliti.
Una trentina d’anni fa, in un momento in cui sembrava non ci fossero più temi ispiratori originali da indagare e molti artisti si ripetevano nell’eclettismo tipico di un secolo che si avviava alla sua conclusione, senza proporre novità eclatanti; mentre si assisteva ad una sorta di ripiegamento nel citazionismo delle Avanguardie storiche oramai diventate accademiche; ancora una volta il mondo dell’arte reagiva con nuove risorse poetiche e ci diede l’occasione per riflettere sul nostro mondo proponendo ricerche innovative...quanto mai feconde e propositive.
La mail-art nacque in questo situazione mentre il mondo comunicativo si avviava verso quel processo, oramai cosi familiare a tutti: la Globalizzazione. Ora la tecnologia informatica ha trasformato il pianeta in un unico grande villaggio grazie prima alla comunicazione multimediale, e poi virtuale; con Internet, le e-mail e la telefonia mobile individuale il messaggio può essere recapitato ovunque in tempo reale. Agli inizi degli anni settanta una grande intuizione, con effetto a cascata, fece in modo che, un numero sempre più consistente di artisti, sfruttando in maniera combinatoria e segnica sia gli strumenti che il mezzo, ma soprattutto i materiali postali (carta, buste, francobolli, timbri annulli, etichette e cosi via) dette l’avvio ad un flusso di piccole opere d’arte, portando avanti un discorso tutto suo, senza curarsi troppo delle lusinghe del mercato.
I temi trattati (come d’altronde è testimoniato in questa mostra) attraversano tutte le correnti artistiche: dal classico al dada, dal futurismo al pop, dal poverismo alla transavanguardia, privilegiando però i contenuti concettuali e minimalisti, perché esaltano sia il momento ideativo e progettuale dell’opera, in contrapposizione al manufatto tradizionale, sia perché si dimostrano in grado di poter assorbire più compiutamente il passato recente e quello lontano, per dare nuove sfide, non piu ideologiche, ma linguistiche al presente.
La cosa più interessante è che molti artisti esplorando territori al di fuori degli interessi abituali hanno potuto indagare su tipologie di ricerche affini come la poesia visiva, la copy- art, e la fax-art.
Tutte queste forme contengono elementi che fanno riferimento all’arte intesa come un riflesso dell’esistenza quotidiana, mentre sono in grado di porci interrogativi circa lo statuto stesso dell’arte , operarono, però in modo da farlo coincidere con quello partecipato, ludico , gioioso e interdisciplinare già teorizzato dai precursori storici della mail-art: i dadaisti e surrealisti, i primi che avevano progettato e poi inviato corrispondenze postali come peculiare forma estetica.
Ma furono gli aderenti al Movimento Fluxus che ne svilupparono le potenzialità intrinseche. Si industriarono attivamente affinché il progetto si estendesse, si dilatasse e rendesse incessantemente fluente cangiante e metamorfico il limite fisico e cognitivo dell’opera, vero e proprio mezzo privilegiato per filtrare la realtà. Questa, da manufatto eseguito con perizia più o meno accorta, con i suoi limiti materiali e poetici, (grazie non solo all’intervento dell’artista, ma anche degli operatori postali inconsapevoli di esser manipolati fino a trasformarsi in una sorta di creatori d’arte), assume un valore aggiunto nel momento stesso che viene spedita per posta e si trasmuta in energia spirituale che lascia i luoghi canonici della rappresentazione artistica gallerie, musei, per entrare direttamente nelle case, e dialogare coi singoli fruitori.
Giovanni Cordero
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